venerdì 30 settembre 2016
Premessa: ricordare l'Alaska e riempirsi di emozione
E così anche voi avete visto Into the wild e vi siete innamorati di quella sensazione che fa respirare il film, vero? Ditelo, è così. Perché nessuno sa bene cosa aspettarsi dall'Alaska e ci possono essere solo film e documentari a muovere verso un viaggio lontano, difficile da organizzare, faticoso e costoso che viene giustamente definito come "once in a lifetime".
Nessuno sa bene cosa aspettarsi anche perché le fonti di informazioni sono poche, spesso inattendibili e sopratutto non aggiornate.
E così, con poca cognizione, molta curiosità e tanta, tantissima voglia di provare quelle sensazioni di natura selvaggia e straniante solitudine, si parte alla volta del 49esimo stato.
Ma l'Alaska vi sorprenderà, qualunque sia la vostra aspettativa indotta dal film, dai documentari e dai racconti di cui sopra.
Questo paese, grande 7 volte l'Italia e con lo stesso numero di abitanti della città di Genova, vive di due volti e di due modi per visitarlo.
C'è il volto degli Americani pensionati, un po' sovrappeso, che decidono di investire qualche risparmio in un tour organizzato, tra tutti gli agi e le comodità che le strade principali (tutte asfaltate) e gli hotel (anche resort a 5 stelle) possono offrire.
C'è il volto dei backpackers, che guarderete con invidia e reverenza, che si avventurano da soli per i parchi sterminati con la sola compagnia della tenda e degli orsi, ascoltando il monito dei ranger che recita "per apprezzare veramente l'Alaska, lascia perdere i sentieri esistenti (che comunque sono pochi) e... find your own path".
E poi c'è stato il nostro modo di visitare l'Alaska, un modo timido, ambivalente, inconsapevole, ma molto molto genuino. Al quarto viaggio negli States non ci aspettavamo certo di trovare i wifi, il bagno in camera e persino il traffico nelle città... e invece sì!!
Ma allo stesso tempo non ci aspettavamo neanche di riuscire per davvero, scorrazzando comodamente su una meravigliosa Jeep Cherokee coi sedili riscaldati, di arrivare in posti in cui avremmo sperimentato quella sensazione mistica e di disarmante impotenza di fronte alla Natura, che giustamente qui merita l'iniziale maiuscola.
Per chi di voi avrà la fortuna di arrivare a questo estremo del mondo - è così infatti che vi sentirete a 10 ore di fuso da casa, con l'aereo che se allungava un altro pochino la rotta vi faceva fare il giro del globo - il premio sarà sentirsi riempiti da una sensazione di immenso che nessun altro posto negli Stati Uniti, per quanto enorme possa essere, riesce a dare. Immenso, diverso, annientante: vi renderete conto di come in quel luogo non sarete voi i padroni del vostro destino, saranno le Terre Selvagge.
Quello che vi colpirà saranno la luce bellissima e azzurrina che vi accompagnerà fino a oltre mezzanotte, l'energia inesauribile che avrete anche dopo giornate con 15km di marcia zaino in spalla e 6 ore di macchina sullo sterrato, gli spazi talmente ampi che non sarà possibile fotografare decentemente se non siete dei professionisti ben attrezzati, il continuo e frenetico lavorio per riparare i danni fatti dal clima a strade e ponti prima che arrivi il prossimo inverno e gli orsi/alci/volpi/caribou da cui sarete letteralmente circondati.
Dopo il vostro viaggio in Alaska scoprirete che di quelle cose che vi hanno colpiti, ora non potrete più fare a meno. Ed è un vero casino che sia "one in a lifetime" perché per innamorarsi basta uno sguardo dall'aereo mentre si atterra su Anchorage alle 10 di sera e in cielo c'è ancora luce; per capirla ci vogliono 15 giorni e tante tante miglia sulle spalle; per assaporarla e viverla davvero ci vuole una seconda volta.
A qualcosa rinuncerete: nel nostro caso, con molti più soldi e più tempo, sarebbe stato percorrere la sterrata, lunghissima e complessa Dalton Hwy fino a Barrow seguendo la Trans-Alaska Pipeline per arrivare oltre il Circolo Polare Artico dove il sole non tramonta mai.
Qualcosa lo sbaglierete: nel nostro caso, sarebbe stato fermarsi ancora un giorno a Kennicot e fare l'escursione guidata coi ramponi sul Root Glacier.
E qualcosa ve lo perderete: nel nostro caso, non abbiamo fatto esperienza nemmeno una volta, per almeno una notte, di campeggio in tenda nel mezzo del nulla di un parco naturale.
E mentre sogno - o forse pianifico per un futuro lontano - il mio secondo viaggio, spero che i consigli di cui abbiamo fatto esperienza vi siano utili per visitare l'Alaska e tornare senza rimpianti, senza aver fatto rinunce, sbagli ed esservi persi niente in questo viaggio meraviglioso.
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